lunedì 27 marzo 2017

RECENSIONE FOUR DI VERONICA ROTH

Ciao a tutti lettori anonimi, mi spiace per l'assenza in queste ultime settimane, ma vi giuro che sono sempre impegnata tra una cosa e l'altra.
Ad ogni modo volevo riproporvi qualche tag sul blog in futuro, perché le mie letture sono molto lente viste le giornate piene, ma volevo lo stesso proporvi qualche contenuto per tenervi compagnia, e ho trovato questa soluzione. Spero vi faccia piacere, altrimenti potete sempre contattarmi per mail, pagina Facebook, o qui sotto nei commenti. Ne approfitto anche per ringraziare tutte quelle ragazze gentilissime che mi scrivono, che mi aiutano a migliorare il blog assieme ai loro pareri e consigli.

Oggi, come avete notato dal titolo, sono qui per recensirvi un prologo di una serie conosciuta e uscita da tempo, ma io ho un problema: Quando entro in libreria so che devo prendere i libri di serie che devo finire, e che attendo con ansia di sapere come si concludono, ma ogni volta mi ritrovo con un'altro libro in mano.
Comunque il libro che andrò a recensirvi l'ho due settimane fa, ed il titolo è Four, scritto da Veronica Roth.

Titolo: Four
Lingua originale: inglese
Autore: Veronica Roth
Traduttrice: Roberta Verde
Editore: Dea Agostini
Anno: 2016
Genere: raccolta di novelle
Sotto genere: distopico
Formato che ho e prezzo di copertina: brossura a euro 12.90
Adattamenti cinematografici: //

Quando per Tobias Eaton – il figlio del leader degli Abneganti – arriva il Giorno della Scelta, il ragazzo non ha dubbi: vuole andarsene dalla fazione che per sedici anni è stata la sua prigione e allontanarsi dalla furia del padre violento. Per il suo nuovo inizio sceglie di unirsi agli Intrepidi, perché desidera imparare da loro a sconfiggere le proprie paure e a essere coraggioso. Con un nuovo nome, “Quattro” comincia l’addestramento, che lo porta ben presto a scalare la classifica degli iniziati e ad attirare su di sé l’interesse delle più alte sfere dirigenziali, che lo vorrebbero trasformare nel più giovane capo fazione che gli Intrepidi abbiano mai avuto. Ma è davvero così… oppure c’è qualcosa di più inquietante dietro gli intrighi attuati dai leader Intrepidi? Due anni dopo, Quattro – disgustato dalle trame della sua fazione – è pronto a fare la propria mossa e a lasciarsi di nuovo tutto alle spalle, ma l’arrivo di una giovane iniziata cambia ogni cosa. Perché, grazie a lei, Quattro scopre un lato di sé che non credeva di possedere. Grazie a lei, potrebbe tornare a essere semplicemente Tobias.

La trilogia di Divergent è una delle mie serie distopiche preferite, dal primo all'ultimo romanzo della serie e trovo che anche Allegiant abbia dato una degna conclusione alla storia, nonostante le numerose critiche tra i lettori. Per coloro che hanno letto la serie per intero, sapranno che nell'ultimo romanzo ci sono dei capitoli narrati dal punto di vista di Four, e questa cosa l'ho apprezzata molto dato che era un personaggio con una sua mentalità, con una sua storia, con un suo essere affascinante e misterioso, tanto che trovavo impossibile non voler entrare nella sua mente per capire come viveva lui certe situazioni.
Per questo motivo non potevo non prendere la collezione di novelle (così chiamate dalla stessa scrittrice, sorprendendomi, dato che mi aspettavo un vero e proprio romanzo) su Four, che non vanno ad aggiungere cose di estrema importanza alla trilogia di base, ma vanno a fare semplicemente un'approfondimento sul personaggio maschile protagonista, che ci permetterà di conoscere le ragioni di alcuni suoi comportamenti, visti negli altri libri.

Molte delle novelle ci descrivono scene a noi nuove o di cui avevamo solo accenni, e alla fine vanno a parlare anche di Tris, facendoci capire (avendo letto Allegiant) quanto siano stati difficili quei momenti per lui. 

Leggere Four è come rivivere la "sofferenza" ed il tormento del suo passato, in modo ancora più accentuato, partendo dalla sua vita tra gli Abneganti, con un padre severo; l'iniziazione, segno della sua libertà, che lo ha portato a lottare, migliorare, conoscere nuove persone; infine l'arrivo di Tris, una ragazza che gli ha stravolto la vita, e che insieme si completano in modo perfetto.

Four è assolutamente indispensabile per tutti quelli che hanno letto e amato la trilogia della Roth. Grazie a questa lettura, si può conoscere Quattro più a fondo. Tobias racconta la sua infanzia disastrosa, il suo rapporto con il padre, la sua vita da abnegante e il cambiamento di se stesso. Credevo di avere capito al cento per cento il personaggio di Tobias, ma dopo aver letto Four non ne sono poi così sicura. 
La Roth ci mostra un Tobias che cresce, che lotta, che viene sconfitto dai mali che intossicano la sua vita. Un Tobias debole, remissivo. Un Tobias che diventa Quattro, che cresce, che diventa più grosso e più forte, anche se non abbandonerà mai del tutto le sue paure, anche se non riuscirà a dimenticare il passato e le vecchie ferite. Veronica Roth ci mostra i pensieri e le paure del nostro amatissimo Quattro. 
E’ stato bellissimo rileggere e ritrovare uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, e conoscerlo più a fondo. Ci sono scene che in Divergent erano solamente accennate o raccontate velocemente e ci sono parti di cui non sapevo assolutamente nulla. Nonostante sapessi già brevemente il passato di Quattro, mi sono ritrovata con il cuore che batteva forte, divorando una pagina dopo l’altra. Four è un must per gli amanti della trilogia: completerà quello che vi manca di sapere su Quattro, e sarà un piacevole e doloroso ritrovo con gli amati personaggi di Divergent. 
In fondo al libro la Roth ci regala tre brevi capitoli (contenuti extra) visti dalla parte di Quattro, quando incontra Tris (avviso: vi faranno venire voglia di rileggere subito tutta la trilogia). 

Lettura semplice e piacevole che consiglio per conoscere al meglio il personaggio più "intrigante" ed affascinante per tutte le fans (sopratutto femminili) della serie Divergent.
Concludo sottolinenando il punto a favore per questa lettura: Veronica è stata molto brava a metter al centro dell'attenzione, non solo un ragazzo affranto dal dolore e molto fragile anche se non lo fa notare, ma mette in risalto un ragazzo che lotta per i suoi sogni, pronto a rischiare, con degli ideali da seguire, pronto a combattere per ciò a costo di perdere la sua vita.
P.s. Presto leggerò anche l'esclusiva We can be mended e vi dirò cosa ne penso.


Valutazione: 4/5

Citazioni he mi hanno colpito:
" Una cosa la so: per aiutarmi a dimenticare quanto è orribile il mondo, preferisco lei all’alcol. "

" Lei sorride e io, per la prima volta, mi domando se le piaccio. Se riesce a sorridermi anche quando sono in questo stato... be’, forse sì. "

" Ma il punto non è diventare senza paure. Quello è impossibile. Imparare a controllare la tua paura, a liberarti da essa, quello è il punto. "

" E' passato cosi tanto tempo da quando qualcuno ha pronunciato il mio nome in quel modo, come se fosse una rivelazione e non una minaccia. "


Spero vi sia piaciuta anche questa recensione e spero di sentirci presto.
Un abbraccio
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-


sabato 4 febbraio 2017

RECENSIONE ERA UNA FAMIGLIA PERFETTA DI JENNY BLACKHURST

Salve a tutti lettori anonimi! Anche il primo mese del nuovo anno se ne è andando, e devo dire che viste le uscite in libreria, ha portato veramente tante nuove letture da prendere in considerazione, come quella che oggi avrò il piacere di recensirvi.
Lo scorso 12 gennaio 2017, ho avuto il piacere di ricevere l'edizione italiana di un romanzo diventato caso editoriale dell'anno in Inghilterra, il cui titolo è "Era una famiglia tranquilla" di Jenny Blackhurst.
Questa scrittrice esordiente è cresciuta in Inghilterra, nello Shropshire, dove attualmente vive con marito e figli. Il suo thriller d'esordio, "Era una famiglia tranquilla", ha ottenuto in pochissimo tempo il consenso della critica e un grande successo di pubblico. In Inghilterra è appena uscito il suo secondo romanzo, dal titolo "Before I let you in".
Per saperne di più su questa scrittrice visitate il suo account twitter 

Titolo: Era una famiglia tranquilla
Titolo originale: How I lost you
Lingua originale: inglese
Autore: Jenny Blackhurst
Traduttore: Roberta Maresca
Editore: Newton Compton
Anno: 2017
Genere: romanzo
Sottogenere: thriller
Formato che ho e prezzo di copertina: rilegato a 9.90 euro
Adattamenti cinematografici: //

Emma Cartwright ha una vita all’apparenza normale: una bella casa, un gatto, il volontariato la domenica. Nessuno però sa che, tre anni prima, si chiamava Susan Webster e aveva ucciso Dylan, suo figlio di appena dodici settimane. Susan non ricorda nulla dell’accaduto, ma come può non credere a medici, poliziotti e avvocati che hanno raccolto prove quasi schiaccianti della sua colpevolezza? Eppure, nonostante tutti gli indizi siano contro di lei, c’è una piccola parte del suo cervello che non è convinta della versione che le hanno raccontato, che non pensa sia possibile rimuovere un gesto tanto tremendo come l’uccisione del proprio bambino. E se in realtà non fosse un’assassina? E se suo figlio fosse vivo? Susan non può darsi pace finché non trova risposte certe, così decide di lanciarsi in una folle corsa alla ricerca della verità, lottando contro una rete di segreti e bugie che coinvolge proprio le persone che più ama e che minaccia di fare a pezzi tutto il suo mondo.


La storia inizia con una lettera alla commissione per la libertà vigilata da parte di Susan Webster, nel gennaio 2013, nella quale ammette le sue colpe, in particolare di essere l'assassino del suo primo e unico figlio di tre mesi; ma lei nonostante quello che ha scritto, non ricorderà mai di aver compiuto quel terribile gesto perché, come dicono i medici, in quel momento era in una grave fase di depressione post-parto, conosciuta anche come psicosi puerperale.

Dopo questa breve, e particolare, introduzione della nostra protagonista, ritroviamo Susan nell'aprile 2013 in una nuova casa, in un piccolo paesino, volontaria di domenica, e con un nuovo nome: Emma Cartwright. Questo nome indica il suo nuovo inizio, assieme alla sua migliore amica Cassie, conosciuta tre anni prima come compagna di stanza in prigione.
In questa nuova identità ha abbandonato tutti quelli che lei amava: il padre che l'ha sempre sostenuta, ed il marito che amava con tutta se stessa, ma a cui regalato solo dolore quattro anni prima.
Ormai convinta di aver ucciso suo figlio, è proprio quella mattina di aprile, quando tutto sembrava tornare "normale", che trova sullo zerbino di casa una strana foto di un bambino, con dietro una scritta che l'ammutolisce: "Dylan, gennaio 2013".
Dylan... quel Dylan che amava con tutta se stessa, ma che le hanno fatto credere di aver ucciso con le sue mani, dopo nemmeno dodici settimane dal parto.
In quel momento, la nostra protagonista non sa se pensare se esiste una lontana possibilità che suo figlio sia ancora vivo, o se è talmente pazza come tutti le hanno detto, che si invia foto da sola, ossessionata da quelle dodici settimane in cui è stata madre.




Non sapendo a chi rivolgersi senza essere presa per pazza, va dall'unica persona che sa chi è lei veramente in quella nuova vita: Cassie.
All'inizio le due amiche reputano il tutto uno scherzo di cattivo gusto dovuto alla scoperta della sua vera identità, ma poco dopo le cose si aggravano con atti di violenza e minacce molto più grandi.
Con questa serie di fatti cerca di ricredersi, e dare ascolto a quella parte di se stessa che le ha sempre detto di non essere lei la colpevole, e quindi con l'aiuto della sua migliore amica, e di uno strano giornalista che ha bussato alla sua porta, decide di ripercorrere la notte dell'omicidio, il processo e le persone coinvolte, fino a trovare la verità mai detta su suo figlio.

I capitoli vengono narrati da Susan, ma sono intervallati da una sorta di pagine di diario che raccontano in terza persona eventi avvenuti tra il 1987 e il 1992, che solo in apparenza sembrano non avere un collegamento logico con tutta la storia, ma fidatevi di me, dovete leggerli, alla fine capirete il motivo, perché solo andando avanti con la lettura realizzerete di avere tra le mani pezzi di uno stesso puzzle che dovrete semplicemente ricomporre. (E quando avrete finito, sarà una bel colpo)

Il romanzo mi è piaciuto moltissimo, coinvolgente e mette una voglia abbastanza ardua nel proseguire con la lettura, perché è come se la scrittrice mettesse nel lettore un bisogno di sapere, capire e trovare tutti i perché, reso possibile da un'unione di paranoia, follia, psiche e psicosi umane, dove nulla potrebbe essere quello che realmente è.

La storia ha un ritmo fluido e senza buchi per riempire pagine, anche se ammetto che una minima curiosità mi è rimasta, ma nulla di importante, o essenziale per capire le vicende.

E niente, questo libro mi ha trascinata all'interno della storia e non riuscirete a staccarvene, continuerete a fare ipotesi, chiedendovi come andrà a finire.
Trovo che sia un thriller psicologico scritto veramente bene, che in alcuni momenti metti in allarme il lettore, alla ricerca di rumori impercettibili e particolari del luogo in cui si trova. E ammetto che essere a casa da soli e leggerlo di notte, non aiuta molto, ma anche questo è il bello. ;)

Questo tipo di storie mi mancavano molto, e questa è stata una ripresa a dir poco fantastica.
Anche se mi sono sforzata di non andare a sbirciare il finale nei momenti più critici, ma poi la storia prendeva e non volevo perdere nessun particolare, e il finale vi stupirà in parte.

Concludo dicendo che vi consiglio caldamente questo romanzo (che in parte mi ha ricordato i lavori psicologici di Pretty Little Liars), è un romanzo che va scoperto pagina dopo pagina.

VOTO: 5+/5

Ringrazio ancora la Newton Compton, e auguro a tutti voi buone letture.
Al prossimo post
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-

sabato 21 gennaio 2017

RECENSIONE L'ACCADEMIA DEI VAMPIRI DI RICHELLE MEAD

Ciao a tutti lettori anonimi!
Oggi nuova recensione per voi di un libro che dopo due anni dalla sua pubblicazione, due anni che lo desideravo, ma per vari motivi non ho avuto l'occasione di leggere, ora finalmente lo ho concluso e sono qui per dirvi quello che ne penso.
Il romanzo in questione, come dice il titolo, è L'Accademia dei Vampiri di Richelle Mead, una scrittrice nata nel Michigan e attualmente vive a Seattle. è autrice di serie per adolescenti e adulti. I romanzi della Accademia dei Vampiri, bestseller internazionali, sono stati tradotti in trenta lingue e hanno avuto oltre otto milioni di lettori. In Italia Rizzoli ha pubblicato: Accademia dei vampiri, Morso di ghiaccio, Il bacio dell'ombra, Promessa di sangue e Anime legate. Dal primo romanzo è stato tratto il film Vampire Accademy: Blood sisters.

Titolo: L'accademia dei vampiri
Titolo originale: Vampire Accademy
Lingua originale: inglese
Serie e numero: Accademia dei vampiri, numero 1
Autrice: Richelle Mead
Editore: Rizzoli
Anno: 2014
Genere: romanzo
Sottogenere: paranormal fantasy- urban fantasy
Formato che ho e prezzo di copertina: rilegato a €14.90
Adattamenti cinematografici: è uscito il 1 maggio 2014 il film sul primo romanzo della serie, intitolato Vampire Accademy: Blood sister.

Fuggire dall'Accademia dei Vampiri sembrava l'unica strada per una vita "normale". Ma Lissa, principessa di una delle più nobili casate di vampiri, e Rose, sua migliore amica e guardiana, vengono ritrovate e riportate fra le mura del college. Dietro l'apparente ritorno alla normalità si nasconde una lotta senza regole per il controllo del potere, di cui Lissa è l'ignara custode. I pettegolezzi, gli sguardi curiosi, le malignità sono i nemici più facili da sconfiggere. Il pericolo reale si mostra solo quando decide di colpire. Lissa pagherà con la vita, se Rose non sarà capace di proteggerla.

Il romanzo ha due ragazze particolari come protagoniste, molto diverse ma che si completano assieme: Lissa Dragomir, una giovane principessa della famiglia Moroi, ovvero un vampiro; e poi c'è Rose Hathaway, sua migliore amica, non che una Dhampir, ovvero un'umana con una grande forza e sensi all'erta in ogni istante, che protegge il vampiro affidatole dagli Strigoi, vampiri malvagi e pericolosi.
Le due in passato avevano deciso di scappare dalla scuola che frequentavano, ma dopo un periodo di libertà da sole e nel mondo vero, vengono riportate contro la loro volontà a St.Vladimir's, l'Accademia dei vampiri in cui Dhampir e vampiri vivono e studiano assieme.
Principalmente vengono riportate all'interno della struttura, perché secondo la preside e tutti gli adulti che si prendono cura di loro all'interno della scuola, ritengono quel luogo uno dei più sicuri dai cattivi: in realtà non è nemmeno quello il posto sicuro che si pensava, e le due ragazze dovranno affrontare molti nemici, e non tutti saranno dei terribili Strigoi.


 

In queste due foto possiamo la mora Rose, anche in azione, nel film, interpretata da Zoe Deutch.

 


 



Mentre in queste due possiamo vedere la bonda Lisa, anche da vampiro, nel film interpretata da Lucy Fry.


Prima di proseguire, faccio un piccolo approfondimento delle varie creature che possiamo trovare, per capire meglio:
il libro ha principalmente una descrizione diversa dei vampiri dagli altri di questo genere, in particolare ci sono due gruppi, ovvero i Moroi e gli Strigoi.
I Moroi sono vampiri "puri" che vivono di sangue umano, ma non uccidono per questo, si affidano ai donatori, ovvero umani dipendenti dal loro morso. Ognuno di loro ha un potere magico che può essere o della categoria aria, o acqua, o terra, o fuoco. (La nostra protagonista è molto particolare per quanto riguarda i poteri, e oltre a questo hanno uno strano legame con Rose). Questi vampiri sono affidati sotto la protezione dei Dhampir, creature dell'unione del sangue vampiro e del sangue umano. Loro sono i loro guardiani e protettori, pronti a rischiare la vita per loro.
Ma in genere da chi scappano i Moroi? E i Dhampir da chi gli proteggono? La risposta è una: gli Strigoi, ovvero vampiri cattivi per scelta, se uccidono l'umano da cui si nutrono, oppure forzatamente, se sono costretti a bere il sangue di uno Strigoi, e lui il suo.
 
Analizzando la trama sembra complicato con tutte queste categorie o "razze" , ma fidatevi che ci si abitua subito, anche perché alla fine, per chi legge il genere fantasy, questo è una delle caratteristiche comuni che si possono trovare in questi romanzi.
Nel corso della lettura possiamo trovare alternanze di parti in cui racconta ciò che succede nel presente e i combattimenti che devono affrontare, ma allo stesso modo collegano eventi del passato/spiegazioni ulteriori di ciò che accade, come per esempio il motivo per cui sono scappate dalla scuola, dettagli su un misterioso e particolare incidente automobilistico, animali sgozzati in camera di Lisa,...

Questa lettura è leggera, scorrevole, non mancano momenti di azione, ed insomma è un buon young adult da leggere, dove è anche presente un lato romantico grazie al personaggio misterioso, strano e tenebroso di nome Christian, per quanto riguarda l'amore desiderato da Lisa, ma non c'è pace nemmeno per il cuore di Rose, che si innamorerà di Dimitri Belikov, un suo insegnante di combattimento, con cui non potrebbe avere una relazione.
Per tutta questa unione di scene di azione, romanticismo, dialoghi, narrazione, faccio i complimenti alla scrittrice, perché è riuscita a mantenere un' equilibro tra tutto ciò senza oscurare o tralasciare la trama.

Rose ha un carattere che mi è piaciuto molto: ironica, simpatica, determinata, schietta e forte, pronta a lottare e a difendere la sua amica anche quando non vuole, e anche se non sembra ha un forte senso del dovere. 
Poi c'è Lisa che prende "forma" solamente andando avanti con la storia, in particolare si vede una trasformazione del personaggio dopo numerosi scherzi di cattivo gusto, dove la nostra vampira decide di affrontare la situazione, e dopo tempo tirare fuori i suoi poteri.

Analizzando la scrittura posso ridire che è scorrevole, ma anche intrigante con le storie dei vari personaggi (cosa che ho apprezzato), anche se alcuni flash back erano tirati troppo per le lunghe.
Insomma, questo è un buon romanzo da leggere, fresco ed ironico, con dinamica e complessità della trama, che mi invoglia ad andare avanti con la serie, sperando che anche gli altri libri invoglino il lettore (anche un po' di più) ad andare avanti con la lettura.

P.s. consiglio la lettura di questo libro dai 16+

VOTO: 4/5 

(Mannaggia perché la storia e la trama sono molto belli, ma certi flashblack troppo lunghi non mi hanno fatto mettere quell'ultimo punto per arrivare a cinque.)


Spero che questo lungo post vi sia piaciuto, al prossimo!
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-

sabato 14 gennaio 2017

RECENSIONE BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE DI ALESSANDRO D'AVENIA

Ciao a tutti lettori anonimi, come state? L'anno 2017 è arrivato, e anche se in ritardo Buon anno a tutti voi! 
Le feste sono passate, un nuovo inizio è arrivato e per noi lettori, significa anche nuovi libri hahahah.
Ultimamente tra impegni vari, le mie letture sono molto poche, e per questo non sono abbastanza presente nel blog non avendo letture da discutere con voi.
Ad ogni modo, oggi (Finalmente) sono qui per iniziare l'anno con una nuova recensione di un romanzo italiano; scritto da Alessandria D'Avenia, nato a Palermo nel 1977, laureato e dottorato in lettere classiche, insegnante di Lettere al liceo e sceneggiatore, nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo che oggi recensirò per voi.
Il Corriere della Sera lo definisce "Una storia commovente, ma non disperata, di crescita e formazione, con un grande afflato spirituale" il romanzo Bianca come il latte, rossa come il sangue.
Questo romanzo è stato molto discusso sopratutto in questi ultimi periodi, mi ha incuriosito molto la trama, e dopo mesi di attesa sono riuscita a leggerlo, ma ora iniziamo con la recensione.

Titolo: Bianca come il latte, rossa come il sangue

Lingua originale: italiano
Autore: Alessandro D'Avenia
Editore: Mondadori
Anno: 2010
Genere: romanzo
Sottogenere: narrativa contemporanea
Formato che ho e prezzo di copertina: brossura a € 13.00

Adattamenti cinematografici:è uscito il film nel 2013

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, ma il nuovo supplente di storia e filosofia è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
Il romanzo racconta la storia di Leo, un sedicenne, che adora giocare a calcetto, prendere in giro i professori e l'ambiente scolastico, uscire con la migliore amica Silvia, ma soprattutto ama follemente Beatrice: una ragazza che frequenta la sua stessa scuola, la cui caraterristica è il suo aspetto meraviglioso e i suoi capelli rosso fuoco. 
Le giornate sono monotone, ed ogni giorno il nostro giovane protagonista si ripromette di confessare il suo amore per la ragazza ardita, ma finisce sempre per contemplarla da distante e mandarle sms a cui non gli giungerà mai una risposta. 
La particolarità data a questo personaggio, e a mio parere avvincente, è che distingue tutti quelli che incontra nella vita con un colore. Il più temuto è il bianco, perché gli associa il nulla ed il dolore, il silenzio e la mancanza di qualche cosa. 
Un giorno giunge a scuola il nuovo professore di filosofia, soprannominato “Il Sognatore” per la sua visione sognatrice della vita; lui insegna la filosofia attraverso storie tratte da “Le mille e una notte”. Leo non lo sopporta: un professore con la testa tra le nuvole, la mente piena di ideali, i piedi poco saldi per terra. Cosa mai potrà trasmettere di utile una persona del genere?
Ma Leo ci ricorda che la vita ha sempre delle sorprese per noi, che siano felici o meno. 
Una sorpresa negativa per Leo, è la scoperta della malattia che ha colpito Beatrice, la leucemia, il cui significato sarebbe "sangue bianco", e questo porta il ragazzo a dire che il sangue è rosso, non bianco, quel colore così triste, che non porta mai nulla di buono. Inizia così per Leo un percorso difficile, che lo porterà a crescere e maturare.
Il romanzo è scritto in prima persona dal nostro protagonista Leo, il quale ci narra le vicende in maniera diretta, quasi sotto forma di un diario segreto.
Il romanzo da la sensazione di avere un dialogo col protagonista, coinvolgendolo nella storia.
Ogni personaggio ha una sua forma, un suo carattere e lo scrittore è riuscito a farci avere un'idea ben chiara di loro. Tra tutti ho molto apprezzato il Sognatore, un professore che non insegna solo quelle cose previste dal programma, ma insegna attraverso il lavoro che ama, a vivere ed ad affrontare al meglio gli avvenimenti della nostra vita. Un tipo di professore che ormai nelle scuole si sta estinguendo, ma che se hai la fortuna di incontrare bisogna saperselo tenere stretto, ascoltarlo e imparare molto da lui.
Questa lettura non mi ha dispiaciuta, anche se ammetto di aver sperato in qualche cosa di più, come un ritmo un poco più lento, o un maggiore sviluppo della storia, ma comprendo che questo sia stato difficile per la scelta narrativa dello scrittore, che ha voluto rendere il romanzo un vero e proprio flusso di pensieri. 
Mi sono comunque emozionata, e consiglio questa lettura sopratutto agli adolescenti, ma ciò non significa che anche quelli che hanno superato quella fascia di età, non possano leggerlo e apprezzarlo ;) . 
Ci tengo infine a sottolineare come Leo con il suo linguaggio semplice e da adolescente, è riuscito a descrivere per bene un periodo difficile da affrontare, insegnando che per quanto duri possano essere alcuni momenti nella nostra vita (come sfortunatamente una perdita di una persona cara), va bene soffrire perché il dolore esige di essere sentito (come dice Gus in Colpa delle stelle), ma bisogna comunque saper rialzarsi più forti di prima e andare avanti.
Questo perché la vita è talemente preziosa, che nessun momento deve essere sprecato, e anche col dolore dobbiamo continuare a vivere per quanto sia difficile. Ed infine trovo molto importante il significato che sottolinea il nostro protagonista: vivere, ma sopratutto  sognare e non smettere mai di portare avanti i nostri sogni, senza permettere a paure e timori di fermarci. Perché solo chi osa, vince sia nella vita che nell'amore

Prima di passare al solito voto del romanzo ci terrei a scrivere due citazioni, che durante la lettura mi hanno colpito.
"Regalare agli altri il proprio dolore, è il più bell'atto di fiducia che si possa fare. Grazie per la lezione di oggi, Leo. Oggi il professore sei stato tu."

"Le risposte più importanti sono scritte tra le righe dei libri, e devi essere tu capace di leggerle!"
VOTO: 4/5
Un saluto a tutti e al prossimo post!
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-


mercoledì 28 dicembre 2016

RECENSIONE LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI DI MISS PEREGRINE SCRITTO DA RANSOM RIGGS

Ciao a tutti lettori anonimi, oggi nuova recensione per voi, di un romanzo dal successo incredibile scritto da Ransom Riggs, nato in Florida si è diplomato al Kenyon College e alla scuola di cinema e televisione della Unversity of Southern California. Autore di cortometraggi, blogger, scrittori di viaggi e collezzionista di foto d'epoca. Attualmente vive Los Angeles con la moglie ed un gatto. Il suo sito internet è www.ransomriggs.com 
Ma partiamo subito con la recensione:

Titolo: La casa per ragazzi speciali di Miss Peregrine
Titolo originale: Miss Peregrine's Home for peculiar children



Lingua originale: inglese



Autrice: Ransom Riggs


Traduttrice: Ilaria Katerinov


Editore: Rizzoli


Anno: 2011


Genere: romanzo


Sottogenere:fantasy-paranormale


Formato che ho e prezzo di copertina: brossura a € 10.00


Libro successivo: Hollow city


Adattamenti cinematografici:è uscito il film (molto atteso) il 15 dicembre 2016, diretto da Tim Barton

Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista o qualcos’altro, qualcosa di vivo e ancora pericoloso? Jacob decide di attraversare l’oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e reperti di vite lontane, il ragazzo potrà stabilire se i racconti del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, siano stati solo invenzioni, buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, in quelle parole ci sia almeno un granello di verità, come suggerisce la strana collezione di fotografie d’epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle immagini ingiallite, bizzarre e inquietanti, fossero davvero speciali, dotati di poteri straordinari, forse addirittura pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro? Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali, un caso letterario internazionale, ha venduto più di un milione e mezzo di copie in tutto il mondo. 
Questo libro è stato un vero successo per me, dall'edizione meravigliosa, all'idea originale di inserire foto d'epoca molto particolari; Ransom Riggs è riuscito a creare una nuova forma di scrittura di paranormale che ho apprezzato molto.

Trovo lo stile di scrittura molto semplice e scorrevole, vista la difficoltà nel riuscire a descrivere i posti e persone trattate nel corso della storia, perché l'autore ha realizzato un'ambiente molto particolare che fino ad ora non avevo incontrato in altre letture.
Il surreale, l’avventura, le ambientazioni dark, i luoghi magici, la realtà crudele della guerra e della persecuzione degli ebrei, l’incubo, il sogno, i viaggi nel tempo, la verità, i segreti e tanti altri aspetti, sono ciò che troviamo all'interno di questo romanzo.Voglia di andare avanti, e coinvolgimento, sempre presenti a mio parere, tanto che le storie che sembrano così lontane e di un altro mondo, sono descritte talmente bene che sembrano vissute dallo scrittore in persona.

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine è un libro che si può tanto amare o da cui si rimane indifferenti, ma tutto sta nella predisposizione del lettore.

Secondo me, questo è uno di quei romanzi dove vorrei dire molto, perché ci sarebbe veramente tanto da dire (dato che l'ho amato questo libro), ma non riesco a trovare le parole giuste che diano onore al romanzo letto, ed inoltre perché trovo che sia talmente avvincente al punto che il lettore deve scoprire un po' alla volta (e da solo) questo ambiente e stile di vita a noi estraneo.

VOTO: 4,5/5

Un magico saluto a tutti voi, e al prossimo post!
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-