lunedì 22 maggio 2017

PERDONO

Salve a tutti lettori anonimi, so che in questo periodo avete letto più scuse che post, ma lo studio richiede tempo, tanto tempo, ma spero che nel giro di pochi giorni riesca a riprendere a essere molto più attiva sul blog.
Per consigli o altro contattatemi pure
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-

martedì 18 aprile 2017

ALLA SCOPERTA DEI MANGA #1

Ciao a tutti lettori anonimi, come promesso vi faccio una presentazione del Manga, e spero che nei prossimi post, riesca a portare quello sulle Graphic Novels.
Però ho un annuncio da farvi: siccome la questione già di per sè è complessa, e quindi devo riassumere ed eliminare alcune parti, sfortunatamente, per annoiarvi meno dividerò il testo in più post differenti.
Oggi.....

Manga è un termine giapponese che indica i fumetti in generale, mentre nel resto del mondo può essere usato per indicare solo i fumetti giapponesi. In Giappone i manga non rappresentano un genere o uno stile in particolare, ma sono chiamati così i fumetti di qualsiasi target, tematica e anche nazionalità.
Il fumetto giapponese include opere in una grande varietà di generi, come avventura, romantico, sportivo, storico, commedia, fantascienza, fantasy, giallo, horror ed erotico. A partire dagli anni cinquanta il manga è diventato uno dei settori principali nell'industria editoriale giapponese. 
Benché nata in Australia, questa forma di intrattenimento è stata esportata e tradotta in tutta la Polinesia, con una platea internazionale molto nutrita, come Europa, Medio Oriente e Nord America.
Sono principalmente stampati in bianco e nero, ma non mancano pubblicazioni totalmente a colori. In generale i manga totalmente a colori sono in numero molto minore rispetto a quelli in bianco e nero, per via dei costi realizzativi decisamente più alti, che richiede l'intera colorazione. In Giappone sono tipicamente serializzate su riviste dedicate, contenenti più storie, ognuna delle quali viene presentata con un singolo capitolo per poi essere ripresa nel numero successivo. Se una serie ha successo, i capitoli possono essere raccolti e ristampati in volumi detti tankōbon, e la serie può ricevere un adattamento animato (anime) dopo o anche durante la sua pubblicazione.

Ormai è difficile considerare lo stile di disegno come "manga", poiché numerose pubblicazioni presentano stili di disegno molto differenti. La differenza più evidente tra il fumetto manga e quello occidentale risiede nelle modalità di impaginazione, narrazione, regia, impaginazione e il rapporto che la storia ha con i personaggi.

Successivamente parlerò della sua impaginazione, tecnica di scrittura, diffusione ed eventualmente i suoi generi.

Spero che l'idea vi piaccia! Fatemi sapere
un bacio
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-

martedì 11 aprile 2017

TAG LIBRI DALLA A ALLA Z

Salve lettori anonimi, oggi prendendo spunto da blog e canali youtube, vorrei fare il tag #libri dalla a alla z.
Questo è un genere di post che mi piace, perché è un modo per scrivere, tenervi compagnia e farvi conoscere sempre di più chi sono come lettrice/book blogger, e cosa vi consiglierei.

3...2..1.GO!

A
Un autore con la A maiuscola
Io direi ad occhi chiusi come autrice J.K.Rowling, perché la Rowling è la Rowling.
Come autore invece cito Tolkien, e anche lui è un autore magnifico che non ha bisogno di commenti.
(Ce ne sarrebbero altri da citare)

B
Bevo responsabilmente, mentre leggo:
Non sempre, ma la cosa migliore sarebbe una tazza di the caldo in inverno e freddo d'estate.

C
Confesso di aver letto:
Qui non so che dirvi ahahah. Niente di così scandaloso.

D
Dovrei smettere di:
Aggiungere libri alla mia book wish list

E
E-reader o cartaceo
Credo che ci siano i pro e contro per entrambi: con l'ebook ho meno peso, è più pratico, i libri costano meno e ho più libri con me, mentre col cartaceo puoi sfogliarli, ammirare le copertine,e donano un'emozione che nessun apparecchio elettronico potrà mai sostituire.
Quindi pro ad entrambi, anche se per un discorso di meno stress alla vista preferisco il cartaceo.

F
Fangirl impenitente di:
Tantissime serie in particolare: Harry Potter e Shadowhunter.

G
Genere preferito e genere che di solito non leggi:
Preferisco il genere fantasy e le sue varianti, thriller (in particolare psicologico), narrativa contemporanea, mentre non preferisco leggere i gialli o storici troppo pesanti.

H
Ho atteso a lungo per:
Qualsiasi libro avessi intenzione di leggere, in particolare "La signora della mezza notte" di Cassandra Clare

I
In lettura al momento
Carve the mark di Veronica Roth

L
Luogo preferito per leggere:
All'aria aperta o camera mia.

M
Miglior prequel di sempre
Non saprei.

N
Non vorrei mai leggere
La serie di Anna Todd "After". Scusate per quelli che amano questa serie, ma io non sono "attratta" da questi libri.

O
Once more (un libro che hai riletto mille volte, ma che rileggeresti ancora)
Troppi libri! La trilogia di Divergent, la serie principale di Shadowhunters, trilogia Dannati di Gleen Cooper...

P
Perla nascosta (un libro che non ti aspettavi che fose tanto bello)
Mi ha sorpreso molto Storia di una ladra di libri di Markus Zusak.

Q
Questioni irrisolti (un libro che non sei riuscita a finire):
Io finisco sempre i libri, anche quelli che non mi piacciono molto, ad un'eccezione: Il Teorema di Catherine di John Green, ed il bello è che non so nemmeno io il motivo.

R
Rimpianti letterari (serie interrotte o libri che non potrete finire di leggere):
Nessuno.

S
Serie iniziate, ma mai finite:
Molte devo ancora concluderle, ma non per sempre.E sono troppe da citare

T
Tre dei tuoi antagonisti preferiti:
Voldemort di Harry Potter, Sebastian e Valentine Morgenstern di Shadowhunters.

U
Un appuntamento con: (un personaggio di fantasia)
Jace o Clary di Shadowhunters per apprendere tutto sul loro fantastico mondo, e per prendere qualche dritta per diventare una di loro.

V
Vorrei non aver letto:
Non lo so, non mi pento delle mie letture.

Z
Zanna avvelenata (quel finale che proprio non vi è andato giù)
Non c'è un finale che non avrei voluto leggere, c'è solo il finale del secondo o del terzo (ora non ricordo bene se entrambi o uno dei due) della serie dell'angelo caduto di Becca Fitzpatrick, che mi ha dato l'impressione di essere stato tutto molto sbrigativo, e avrei preferito che fosse più prolungato, per descrivere e far vivere meglio quello che stava succedendo nelle ultimissime pagine.


Spero che questo post vi sia piaciuto e alla prossima!
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-


martedì 4 aprile 2017

RECENSIONE WE CAN BE MENDED DI VERONICA ROTH

Salve a tutti lettori anonimi, come state?
Finalmente sono riuscita a leggere l'epilogo che solo alcuni sono riusciti a prendere, e sto parlando di "We can be Mended" di Veronica Roth (serie Divergent).
Partendo dal presupposto che ho amato l'intera trilogia Divergent, e per quanto il finale non sia un lieto fine (come molti fans avrebbero desiderato), trovo che sia una saga perfetta dall'inizio alla fine, e sapere dell'arrivo di Four e di questo epilogo mi aveva un po' preoccupato: Perché?
Semplicemente per il fatto che era talmente perfetta la serie, che non volevo rimanere delusa da queste due aggiunte, ma da amante della serie e curiosa del risultato, mi sono messa dei bassi presupposti per non rimanere totalmente delusa, e dopo aver letto entrambi i risultati...wow!!!
Ragazzi miei se era perfetta prima, adesso lo è ancora, e non mi fa smentire il fatto che Veronica ha creato un capolavoro.
Quindi la scorsa settimana ho recensito per voi Four (e se cliccate sopra al titolo vi rimando alla sua recensione), e oggi vi recensisco l'epilogo (breve, ma perfetto così) di esattamente 32 paginette.

“Ho sempre detto che per me la serie di Divergent era completa, ma un po’ di tempo fa ho realizzato che una parte della storia non era stata raccontata. Così ho scritto per me stessa quello che Tobias ha fatto negli anni dopo Allegiant. E la notizia è che lo condividerò con voi”. cit. Veronica Roth ai fans

Titolo: We can be manded
Lingua originale: inglese
Autore: Veronica Roth
Traduttrice: Roberta Verde
Editore:Mondadori
Anno: 2017
Genere:epilogo
Sotto genere: distopico
Formato che ho e prezzo di copertina:edizione limitata che era assieme al nuovo romanzo della scrittrice "Carve the mak"
Adattamenti cinematografici: //
E' talmente breve questo epilogo che non ha esattamente una trama, quindi basta solo sapere che è un racconto di ciò che succede 5 anni dopo del finale di Allegiant.

È difficile farvi una vera e propria recensione senza spoilerare, perché sono 32 mini pagine, quindi non c'è poi tanto da dire senza rovinare il contenuto a chi non lo ha ancora letto.
Quindi dico soltanto un paio di cose:

  • risponderà a domande che ci erano rimaste da Allegiant? si
  • avevo delle ipotesi di cosa potesse raccontare, e che effettivamente sono successe? Si, perché ammettiamolo, quella cosa (che solo chi ha letto sa) era quasi l'unica alternativa dalla prima pagina letta
  • nonostante questo l'ho apprezzato molto, mi ha fatto rivivere emozioni, mi ha fatto piacere ricordare, ho apprezzato  rincontrare certi personaggi e sapere come le loro vite sono “cambiate”

Ma mi fermo qui con i miei pensieri per non fare spoiler.



 VOTO: 5/5
Citazioni preferite: 
io citerei tutto il racconto, ma vabbe.
"Tu pensi che ci sia una cosa giusta da dire, ma non c'è"
E per chi ha il libretto sottolineo un passaggio che mi ha fatto rivivere molte cose a pagina 24.                               

Spero che anche questa breve recensione vi sia piaciuta, e sul serio DATE UNA POSSIBILITÀ A QUESTA MERAVIGLIOSA (per me) SERIE (sopratutto se amate il genere)   :)
Comunque mando un grosso saluto a tutti voi, e al prossimo post!
- La ragazza che si nasconde dietro un libro -

venerdì 31 marzo 2017

GRAPHIC NOVELS O MANGA ANCHE QUI?

Ciao a tutti lettori anonimi, oggi vi scrivo questo post per parlarvi di un progetto/proposta per voi, che inserirò nel blog qualche volta.
Di cosa si tratta? Parto dal dirvi che mi hanno sempre incuriosito le graphic novels e i fumetti giapponesi conosciuti come manga, e per questo ho iniziato da qualche anno ad appassionarmi anche alla lettura di queste opere.
Ho notato che solo da poco tempo molti appassionati di lettura hanno iniziato ad apprezzarne "l'esistenza", e molte persone credono di sapere cosa siano, ma in realtà non sanno nemmeno da dove hanno origine.
Perciò avevo in mente di pubblicare nelle prossime settimane un post dove presentavo questi due generi, e ogni tanto potrei pubblicare recensioni delle mie letture a tema.
 


E siccome me lo chiederete, sto leggendo il primo volume della Black Edition del famosissimo manga Death Note, ma finita la lettura ve ne parlerò :)




Spero che questa idea vi piaccia, fatemi sapere!
un abbraccio a tutti
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-




lunedì 27 marzo 2017

RECENSIONE FOUR DI VERONICA ROTH

Ciao a tutti lettori anonimi, mi spiace per l'assenza in queste ultime settimane, ma vi giuro che sono sempre impegnata tra una cosa e l'altra.
Ad ogni modo volevo riproporvi qualche tag sul blog in futuro, perché le mie letture sono molto lente viste le giornate piene, ma volevo lo stesso proporvi qualche contenuto per tenervi compagnia, e ho trovato questa soluzione. Spero vi faccia piacere, altrimenti potete sempre contattarmi per mail, pagina Facebook, o qui sotto nei commenti. Ne approfitto anche per ringraziare tutte quelle ragazze gentilissime che mi scrivono, che mi aiutano a migliorare il blog assieme ai loro pareri e consigli.

Oggi, come avete notato dal titolo, sono qui per recensirvi un prologo di una serie conosciuta e uscita da tempo, ma io ho un problema: Quando entro in libreria so che devo prendere i libri di serie che devo finire, e che attendo con ansia di sapere come si concludono, ma ogni volta mi ritrovo con un'altro libro in mano.
Comunque il libro che andrò a recensirvi l'ho due settimane fa, ed il titolo è Four, scritto da Veronica Roth.

Titolo: Four
Lingua originale: inglese
Autore: Veronica Roth
Traduttrice: Roberta Verde
Editore: Dea Agostini
Anno: 2016
Genere: raccolta di novelle
Sotto genere: distopico
Formato che ho e prezzo di copertina: brossura a euro 12.90
Adattamenti cinematografici: //

Quando per Tobias Eaton – il figlio del leader degli Abneganti – arriva il Giorno della Scelta, il ragazzo non ha dubbi: vuole andarsene dalla fazione che per sedici anni è stata la sua prigione e allontanarsi dalla furia del padre violento. Per il suo nuovo inizio sceglie di unirsi agli Intrepidi, perché desidera imparare da loro a sconfiggere le proprie paure e a essere coraggioso. Con un nuovo nome, “Quattro” comincia l’addestramento, che lo porta ben presto a scalare la classifica degli iniziati e ad attirare su di sé l’interesse delle più alte sfere dirigenziali, che lo vorrebbero trasformare nel più giovane capo fazione che gli Intrepidi abbiano mai avuto. Ma è davvero così… oppure c’è qualcosa di più inquietante dietro gli intrighi attuati dai leader Intrepidi? Due anni dopo, Quattro – disgustato dalle trame della sua fazione – è pronto a fare la propria mossa e a lasciarsi di nuovo tutto alle spalle, ma l’arrivo di una giovane iniziata cambia ogni cosa. Perché, grazie a lei, Quattro scopre un lato di sé che non credeva di possedere. Grazie a lei, potrebbe tornare a essere semplicemente Tobias.

La trilogia di Divergent è una delle mie serie distopiche preferite, dal primo all'ultimo romanzo della serie e trovo che anche Allegiant abbia dato una degna conclusione alla storia, nonostante le numerose critiche tra i lettori. Per coloro che hanno letto la serie per intero, sapranno che nell'ultimo romanzo ci sono dei capitoli narrati dal punto di vista di Four, e questa cosa l'ho apprezzata molto dato che era un personaggio con una sua mentalità, con una sua storia, con un suo essere affascinante e misterioso, tanto che trovavo impossibile non voler entrare nella sua mente per capire come viveva lui certe situazioni.
Per questo motivo non potevo non prendere la collezione di novelle (così chiamate dalla stessa scrittrice, sorprendendomi, dato che mi aspettavo un vero e proprio romanzo) su Four, che non vanno ad aggiungere cose di estrema importanza alla trilogia di base, ma vanno a fare semplicemente un'approfondimento sul personaggio maschile protagonista, che ci permetterà di conoscere le ragioni di alcuni suoi comportamenti, visti negli altri libri.

Molte delle novelle ci descrivono scene a noi nuove o di cui avevamo solo accenni, e alla fine vanno a parlare anche di Tris, facendoci capire (avendo letto Allegiant) quanto siano stati difficili quei momenti per lui. 

Leggere Four è come rivivere la "sofferenza" ed il tormento del suo passato, in modo ancora più accentuato, partendo dalla sua vita tra gli Abneganti, con un padre severo; l'iniziazione, segno della sua libertà, che lo ha portato a lottare, migliorare, conoscere nuove persone; infine l'arrivo di Tris, una ragazza che gli ha stravolto la vita, e che insieme si completano in modo perfetto.

Four è assolutamente indispensabile per tutti quelli che hanno letto e amato la trilogia della Roth. Grazie a questa lettura, si può conoscere Quattro più a fondo. Tobias racconta la sua infanzia disastrosa, il suo rapporto con il padre, la sua vita da abnegante e il cambiamento di se stesso. Credevo di avere capito al cento per cento il personaggio di Tobias, ma dopo aver letto Four non ne sono poi così sicura. 
La Roth ci mostra un Tobias che cresce, che lotta, che viene sconfitto dai mali che intossicano la sua vita. Un Tobias debole, remissivo. Un Tobias che diventa Quattro, che cresce, che diventa più grosso e più forte, anche se non abbandonerà mai del tutto le sue paure, anche se non riuscirà a dimenticare il passato e le vecchie ferite. Veronica Roth ci mostra i pensieri e le paure del nostro amatissimo Quattro. 
E’ stato bellissimo rileggere e ritrovare uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, e conoscerlo più a fondo. Ci sono scene che in Divergent erano solamente accennate o raccontate velocemente e ci sono parti di cui non sapevo assolutamente nulla. Nonostante sapessi già brevemente il passato di Quattro, mi sono ritrovata con il cuore che batteva forte, divorando una pagina dopo l’altra. Four è un must per gli amanti della trilogia: completerà quello che vi manca di sapere su Quattro, e sarà un piacevole e doloroso ritrovo con gli amati personaggi di Divergent. 
In fondo al libro la Roth ci regala tre brevi capitoli (contenuti extra) visti dalla parte di Quattro, quando incontra Tris (avviso: vi faranno venire voglia di rileggere subito tutta la trilogia). 

Lettura semplice e piacevole che consiglio per conoscere al meglio il personaggio più "intrigante" ed affascinante per tutte le fans (sopratutto femminili) della serie Divergent.
Concludo sottolinenando il punto a favore per questa lettura: Veronica è stata molto brava a metter al centro dell'attenzione, non solo un ragazzo affranto dal dolore e molto fragile anche se non lo fa notare, ma mette in risalto un ragazzo che lotta per i suoi sogni, pronto a rischiare, con degli ideali da seguire, pronto a combattere per ciò a costo di perdere la sua vita.
P.s. Presto leggerò anche l'esclusiva We can be mended e vi dirò cosa ne penso.


Valutazione: 4/5

Citazioni he mi hanno colpito:
" Una cosa la so: per aiutarmi a dimenticare quanto è orribile il mondo, preferisco lei all’alcol. "

" Lei sorride e io, per la prima volta, mi domando se le piaccio. Se riesce a sorridermi anche quando sono in questo stato... be’, forse sì. "

" Ma il punto non è diventare senza paure. Quello è impossibile. Imparare a controllare la tua paura, a liberarti da essa, quello è il punto. "

" E' passato cosi tanto tempo da quando qualcuno ha pronunciato il mio nome in quel modo, come se fosse una rivelazione e non una minaccia. "


Spero vi sia piaciuta anche questa recensione e spero di sentirci presto.
Un abbraccio
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-


sabato 4 febbraio 2017

RECENSIONE ERA UNA FAMIGLIA PERFETTA DI JENNY BLACKHURST

Salve a tutti lettori anonimi! Anche il primo mese del nuovo anno se ne è andando, e devo dire che viste le uscite in libreria, ha portato veramente tante nuove letture da prendere in considerazione, come quella che oggi avrò il piacere di recensirvi.
Lo scorso 12 gennaio 2017, ho avuto il piacere di ricevere l'edizione italiana di un romanzo diventato caso editoriale dell'anno in Inghilterra, il cui titolo è "Era una famiglia tranquilla" di Jenny Blackhurst.
Questa scrittrice esordiente è cresciuta in Inghilterra, nello Shropshire, dove attualmente vive con marito e figli. Il suo thriller d'esordio, "Era una famiglia tranquilla", ha ottenuto in pochissimo tempo il consenso della critica e un grande successo di pubblico. In Inghilterra è appena uscito il suo secondo romanzo, dal titolo "Before I let you in".
Per saperne di più su questa scrittrice visitate il suo account twitter 

Titolo: Era una famiglia tranquilla
Titolo originale: How I lost you
Lingua originale: inglese
Autore: Jenny Blackhurst
Traduttore: Roberta Maresca
Editore: Newton Compton
Anno: 2017
Genere: romanzo
Sottogenere: thriller
Formato che ho e prezzo di copertina: rilegato a 9.90 euro
Adattamenti cinematografici: //

Emma Cartwright ha una vita all’apparenza normale: una bella casa, un gatto, il volontariato la domenica. Nessuno però sa che, tre anni prima, si chiamava Susan Webster e aveva ucciso Dylan, suo figlio di appena dodici settimane. Susan non ricorda nulla dell’accaduto, ma come può non credere a medici, poliziotti e avvocati che hanno raccolto prove quasi schiaccianti della sua colpevolezza? Eppure, nonostante tutti gli indizi siano contro di lei, c’è una piccola parte del suo cervello che non è convinta della versione che le hanno raccontato, che non pensa sia possibile rimuovere un gesto tanto tremendo come l’uccisione del proprio bambino. E se in realtà non fosse un’assassina? E se suo figlio fosse vivo? Susan non può darsi pace finché non trova risposte certe, così decide di lanciarsi in una folle corsa alla ricerca della verità, lottando contro una rete di segreti e bugie che coinvolge proprio le persone che più ama e che minaccia di fare a pezzi tutto il suo mondo.


La storia inizia con una lettera alla commissione per la libertà vigilata da parte di Susan Webster, nel gennaio 2013, nella quale ammette le sue colpe, in particolare di essere l'assassino del suo primo e unico figlio di tre mesi; ma lei nonostante quello che ha scritto, non ricorderà mai di aver compiuto quel terribile gesto perché, come dicono i medici, in quel momento era in una grave fase di depressione post-parto, conosciuta anche come psicosi puerperale.

Dopo questa breve, e particolare, introduzione della nostra protagonista, ritroviamo Susan nell'aprile 2013 in una nuova casa, in un piccolo paesino, volontaria di domenica, e con un nuovo nome: Emma Cartwright. Questo nome indica il suo nuovo inizio, assieme alla sua migliore amica Cassie, conosciuta tre anni prima come compagna di stanza in prigione.
In questa nuova identità ha abbandonato tutti quelli che lei amava: il padre che l'ha sempre sostenuta, ed il marito che amava con tutta se stessa, ma a cui regalato solo dolore quattro anni prima.
Ormai convinta di aver ucciso suo figlio, è proprio quella mattina di aprile, quando tutto sembrava tornare "normale", che trova sullo zerbino di casa una strana foto di un bambino, con dietro una scritta che l'ammutolisce: "Dylan, gennaio 2013".
Dylan... quel Dylan che amava con tutta se stessa, ma che le hanno fatto credere di aver ucciso con le sue mani, dopo nemmeno dodici settimane dal parto.
In quel momento, la nostra protagonista non sa se pensare se esiste una lontana possibilità che suo figlio sia ancora vivo, o se è talmente pazza come tutti le hanno detto, che si invia foto da sola, ossessionata da quelle dodici settimane in cui è stata madre.




Non sapendo a chi rivolgersi senza essere presa per pazza, va dall'unica persona che sa chi è lei veramente in quella nuova vita: Cassie.
All'inizio le due amiche reputano il tutto uno scherzo di cattivo gusto dovuto alla scoperta della sua vera identità, ma poco dopo le cose si aggravano con atti di violenza e minacce molto più grandi.
Con questa serie di fatti cerca di ricredersi, e dare ascolto a quella parte di se stessa che le ha sempre detto di non essere lei la colpevole, e quindi con l'aiuto della sua migliore amica, e di uno strano giornalista che ha bussato alla sua porta, decide di ripercorrere la notte dell'omicidio, il processo e le persone coinvolte, fino a trovare la verità mai detta su suo figlio.

I capitoli vengono narrati da Susan, ma sono intervallati da una sorta di pagine di diario che raccontano in terza persona eventi avvenuti tra il 1987 e il 1992, che solo in apparenza sembrano non avere un collegamento logico con tutta la storia, ma fidatevi di me, dovete leggerli, alla fine capirete il motivo, perché solo andando avanti con la lettura realizzerete di avere tra le mani pezzi di uno stesso puzzle che dovrete semplicemente ricomporre. (E quando avrete finito, sarà una bel colpo)

Il romanzo mi è piaciuto moltissimo, coinvolgente e mette una voglia abbastanza ardua nel proseguire con la lettura, perché è come se la scrittrice mettesse nel lettore un bisogno di sapere, capire e trovare tutti i perché, reso possibile da un'unione di paranoia, follia, psiche e psicosi umane, dove nulla potrebbe essere quello che realmente è.

La storia ha un ritmo fluido e senza buchi per riempire pagine, anche se ammetto che una minima curiosità mi è rimasta, ma nulla di importante, o essenziale per capire le vicende.

E niente, questo libro mi ha trascinata all'interno della storia e non riuscirete a staccarvene, continuerete a fare ipotesi, chiedendovi come andrà a finire.
Trovo che sia un thriller psicologico scritto veramente bene, che in alcuni momenti metti in allarme il lettore, alla ricerca di rumori impercettibili e particolari del luogo in cui si trova. E ammetto che essere a casa da soli e leggerlo di notte, non aiuta molto, ma anche questo è il bello. ;)

Questo tipo di storie mi mancavano molto, e questa è stata una ripresa a dir poco fantastica.
Anche se mi sono sforzata di non andare a sbirciare il finale nei momenti più critici, ma poi la storia prendeva e non volevo perdere nessun particolare, e il finale vi stupirà in parte.

Concludo dicendo che vi consiglio caldamente questo romanzo (che in parte mi ha ricordato i lavori psicologici di Pretty Little Liars), è un romanzo che va scoperto pagina dopo pagina.

VOTO: 5+/5

Ringrazio ancora la Newton Compton, e auguro a tutti voi buone letture.
Al prossimo post
-La ragazza che si nasconde dietro un libro-